Ristoranti newyorkesi: vietato fotografare il cibo

Chi ha detto che solo i giapponesi vanno in giro fotografando qualsiasi cosa gli capiti a tiro? Forse un tempo era così, ma oggigiorno grazie anche al boom degli smartphone, questo hobby non sembra più essere circoscritto unicamente al popolo del Sol Levante.

Il cellulare (o la macchina fotografica per i soggetti più esperti) sembra ormai essere diventato una sorta di prolungamento del corpo umano, e la voglia di immortalare un qualsiasi momento della giornata per poterlo poi condividere con gli amici sui vari social network, è diventata una specie di malattia che sta colpendo un po’ tutti nel mondo.

Che male c’è? verrebbe da chiedersi. Dopotutto, ogni epoca ha la propria moda, e quella di fotografare a tutto spiano sembra proprio essere quella del momento. In particolare, i soggetti più gettonati sono i cibi, siano essi consumati seduti al tavolo di un ristorante o preparati dalla mamma tra le mura domestiche. Eppure sono in molti ad essersi lamentati di questa nuova tendenza di fotografare i cibi, in particolare alcuni ristoratori newyorkesi, che sono arrivati addirittura a vietare gli scatti nei propri locali.

Detta così potrebbe sembrare un’esagerazione, ma le motivazioni date dai vari ristoratori di dire NO alle foto nei ristoranti newyorkesi sono state molteplici, e noi ve ne riportiamo alcune. Innanzitutto una sorta di “pubblicità ingannevole”: i clienti, infatti, non si limitano a condividere semplicemente le foto scattate, ma tentano di abbellirle aggiungendo filtri vari grazie all’aiuto di app apposite quali Instagram, Line Camera ed altre, alterando l’aspetto originale delle pietanze.

Il disturbo della clientela è un’altra motivazione fondamentale: non è piacevole ritrovarsi accecati da decine di flash accompagnati a fastidiosi “click!” quando magari tutto ciò che si desiderava fare era trascorrere una seratina tranquilla in dolce compagnia! Senza contare che, molti ristoranti, scelgono volutamente un’atmosfera soffusa, che finisce con l’essere completamente rovinata.

Ovviamente i milioni di foodblogger sparsi per il mondo appaiono molto risentiti. “Quel piatto io l’ho comprato, ragion per cui è mio e ne faccio quel che voglio!” ha commentato qualcuno. Altri, invece, proprio non riescono a capire cosa ci sia di male in una pura e semplice pubblicità gratuita.

Insomma, chi ha torto e chi ha ragione? Dite pure la vostra in merito!

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